Un mito…

venduto nell’immancabile cordicella tagliadita a 500 lire, il tele era più rassicurante della mamma, perché sapevi che anche a bucarne tre in un pomeriggio, si riusciva sempre a fare la colletta per comprarne un altro, e poi un altro ancora…

Caratterizzato dalla incredibile leggerezza, era il terrore dei portieri per le traiettorie impossibili che assumeva, magari dopo una puntata maligna dell’attaccante.

Inutilizzabile negli spazi aperti e nei giorni di vento, quando veniva sostituito dal più solido Super santos, se non addirittura dal maestoso Tango, ha formato generazioni di rapaci dell’area piccola e di portieri falliti, che affogavano la disperazione per l’ennesima brutta figura con una gazzosa doppia.  


  

Il Super Tele nacque in Italia nel luglio del 1972, frutto dell’idea di un imprenditore che voleva creare un pallone economico e resistente.  

Il pallone avrebbe dovuto avere una pressione di circa 0,8 atmosfere, e usare meno materiale possibile per contenere i costi. Venne identificato come materiale ideale il nylon, un materiale plastico molto resistente e facilmente stampabile, che consentiva uno spessore del foglio usato di soli 1,2 millimetri.  

Il Super Tele venne commercializzato quello stesso anno nei negozi di giocattoli e divenne subito un successo, principalmente grazie al prezzo, che lo rendeva accessibile a chiunque avesse voglia di giocare a calcio.  

Inizialmente era prodotto in colore bianco, con una stampa ad esagoni neri che imitava lontanamente i palloni da calcio professionali usati in quegli anni, soprattutto quello di Messico ’70. Oltre agli esagoni, vi era stampata la scritta “made in Italy”. In seguito vennero realizzate anche versioni in blu e nero ed in rosso e nero, per richiamare i colori delle principali squadre di calcio italiane: Juventus, Inter e Milan.  

Per ridurre i costi, l’imballaggio venne limitato ad una semplice retina in plastica, chiusa da un colletto metallico.  


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