Archivi per la categoria ‘Due Parole’

L’acqua scorre sotto i ponti, inesorabile, così come il passare del tempo.

E con il passare del tempo le cose mutano, le situazioni si evolvono, la ruota gira, i poteri passano di mano, le parole (a volte) si dimenticano – ma questo non sempre -.

 

C’era una volta una persona che, con curiosità, acume, spirito d’iniziativa, operosità e voglia di fare, scriveva, consigliava, interrogava, dibatteva e si indignava riguardo problematiche reali del vivere quotidiano della nostra Città.

Insomma, egli ricopriva il proprio ruolo di Consigliere Comunale (di minoranza) nella costante ricerca di potenziali soluzioni atte a migliorare l’esistenza dei propri concittadini.

 

Sfortunatamente la sua posizione, all’epoca, non gli permetteva di avere troppa voce in capitolo sulle decisioni finali della Giunta.

Ma, come detto, il tempo passa. E le cose cambiano.

 

E sono cambiate, come ben sappiamo, il 12 aprile dello scorso anno, con la vittoria storica del centro-destra alle elezioni comunali di Valenza. Quasi tredici mesi fa.

 

Le cose cambiano, i poteri passano di mano. E l’ex consigliere ora ricopre, giustamente, un incarico di più alto profilo, e ciò gli permette di avere maggior forza nel portare avanti le proprie “battaglie”.

 

Con il passare del tempo può capitare che le parole vengano dimenticate. Ma anche no.

 

 

Interrogazione del 21/04/2006: OGGETTO: la pericolosità della strettoia di via Rimini.

(……)”In via Rimini, prima della confluenza di via Cavour, esiste un restringimento della sede stradale all’altezza di una curva che però rimane a doppio senso di marcia.

Per l’esattezza la larghezza della carreggiata per un tratto di mt. 9,35 si riduce ad una misura variabile tra mt. 4,40 e mt. 4,90.” (….) “Noi proponiamo innanzitutto la posa di un’adeguata segnaletica stradale, nonché , previa la necessaria verifica di fattibilità, la posa di dissuasori di velocità o la creazione di un senso unica alla circolazione dei veicoli.

Riteniamo che sia meglio prevenire possibili incidenti prendendo al più presto provvedimenti in merito.”(…..)

n.d.a – La strettoia in questi anni ha forse smesso da sola di essere pericolosa, visto che di quanto proposto non si vede alcun riscontro?

 

 

Interrogazione del 29/05/2009: OGGETTO: assenza marciapiede pedonale di fronte alla stazione Trenitalia di Valenza.

Molti nostri concittadini che utilizzano il treno, sia pendolari e non, si sono lamentati del fatto che la statale, in prossimità della curva di fronte alla stazione della nostra città, sia sprovvista di alcun tipo di marciapiede.” (…..)

E facilmente intuibile quanto sia pericoloso il passaggio all’altezza del curvone per chiunque,” (…..) “Camminare in quel punto del curvone che gira a sinistra per chi entra in città, quindi con le auto naturalmente portate ad allargare la traiettoria, fà veramente paura, il pericolo è altissimo.” (…..)

Chiediamo quindi al Signor Sindaco che si attivi al più presto per poter risolvere questo piccolo problema, “ (…..)

Bisogna senz’altro pensare ad una soluzione urgente, prima di non dover dire che qualcosa andava fatto prima.”

n.d.a - Gli utenti sono ancora in attesa, o nel frattempo sono stati dotati di ali?

 

 

Post/Blog del 23/04/2009

(…..) “Pensiamo ad esempio allo stato di pericolosità in cui versa, per lunghi tratti, la Circonvallazione Ovest di Valenza, sprovvista di alcun tipo di marciapiede pedonale. Nel tratto che dalla rotonda per la piscina va alla stazione, tratto antistante la Coinor, oggetto in passato di interventi di messa in sicurezza da parte delle passate amministrazioni comunali, che però hanno riguardato l’installazione di un passaggio pedonale illuminato, le persone che desiderino andare a prendere un treno debbono camminare sul ciglio stradale, oppure farsi largo tra le pozzanghere ai bordi dell’asfalto.
E’ una zona pericolosa che quotidianamente viene percorsa dagli artigiani che lavorano nella zona Coinor e che utilizzano il treno.
Senza dimenticare anche il tratto della Circonvallazione Ovest che va dal distributore della “Q8” alla rotonda della Madonnina, per intenderci, anche questo sprovvisto di marciapiede.“
(…..)

n.d.a - Giusto! Quando inizieranno questi lavori?

 

 

Post/Blog del 12/09/2009

  • (…..) Nessuna città della provincia ha ben 2 squadre che partecipano a Campionati professionistici maschili, calcio e basket” (…..) n.d.a – E Casale Monferrato?
  • (…..) “E qui altra nota dolente.
    Dire che il sito del Comune di Valenza non è bello è un eufemismo,”
    (…..) n.d.a – Si, non è un granchè… ma non è stato cambiato, come mai?
     


  • (…..) Abbiamo il nuovo palazzo mostre ExpoPiemonte, esatto, quello vuoto 350 giorni all’anno, che non si pensa minimamente di utilizzare. Sarebbe da sfruttare organizzando almeno un evento al mese, e già così sarebbe sottoutilizzato, ma da quest’orecchio chi deve sentire non ci sente.” (…..) n.d.a – Ora è vuoto solo più 345 giorni all’anno.

     

 

Naturalmente nulla di quanto scritto in corsivo è inventato. Si tratta di “copia/incolla” totale fatto dal blog personale, liberamente consultabile.

 

Da qualche tempo, chi come me raggiunge Alessandria da Valenza, viene accolto all’imbocco della grande rotonda da un pannello segnaletico luminoso installato per dare ai cittadini informazioni di vario tipo.

Spesso e volentieri, tramite questo mezzo di comunicazione, vengono invitati gli automobilisti ad utilizzare la nuova tangenziale, ed una volta in città, di utilizzare la bicicletta per muoversi nel rispetto dell’ambiente.

Più biciclette = meno automobili = meno traffico = meno stress = meno smog.

Iniziativa encomiabile di certo, nel pieno interesse di tutta la popolazione, sia essa residente, o solo in transito.

Da non sottovalutare in oltre l’importantissimo aspetto inerente i parcheggi, la mancanza dei quali, come in tante altre Città, spesso creano un disagio agli automobilisti, facendo loro perdere molto tempo e provocando nevrosi varie.

La soluzione è semplice, economica, ecologica, salutare, rilassante, divertente: in centro è preferibile muoversi in bicicletta!

Il Comune per altro ha dotato la Città del comodo servizio di “bike-sharing” in modo di facilitare l’uso della bicicletta ai cittadini, offrendo loro la possibilità di condividere mezzi messi a disposizione dal Comune stesso.

E per chi preferisce utilizzare la propria bicicletta? Nessun problema, anzi! In Città sono stati posizionate le rastrelliere, per offrire “posteggio” alle biciclette, senza che esse debbano essere posizionate su pali, muri, alberi, che sono ovviamente soluzioni assai antiestetiche.

Quindi, per esempio,  può capitare di essere a spasso per il centro in bicicletta, di raggiungere Piazza della Libertà, di voler proseguire a piedi lungo Via dei Martiri. Una bella, comoda, splendente rastrelliera non aspetta anche che il buon cittadino la utilizzi, posteggiando la sua bici, felice per il tempo guadagnato evitando di rincorrere utopici parcheggi per l’auto.

Il cittadino-ciclista scende dal suo cavallo ecologico, lo sospinge sino alla rastrelliera. La fissa, la studia, cerca di capire. Poi, titubante, scuote il capo, e se ne va. Spingendo la sua bicicletta.

Perchè proprio non gli va di spostare una fioriera in cemento, per poter parcheggiare la sua bicicletta.

rastrelliera

Eccomi qua, pronto a (ri)partire.

Per festeggiare il sesto compleanno del sito ho deciso di effettuare qualche cambiamento. Non solo a livello di grafica, ma anche e soprattutto a livello tecnico.

Dopo parecchio tempo ho infatti deciso di abbandonare il vecchio database di Nicola e, anche grazie al suo aiuto, di provare a passare a qualcosa di più moderno.

E allora, dopo un bel po’ di tempo passato a fare prove su prove (e ad incazzarmi come un interista degli anni ’90), direi che finalmente ci siamo… vi presento il nuovo sito, creato con wordpress.

Se non sapete cos’è wordpress e vi interessa informarvi, cercate su google… non è mica un blog tecnico, questo! Non è che posso fare tutto io, che cavolo!

Cosa cambia rispetto a prima? Tendenzialmente per chi legge non più di molto, se non la possibilità di trovare nuovi servizi implementati con il nuovo database, sui quali sto’ ancora cercando di capire qualcosa.

Ho fatto un po’ di “pulizia”, pertanto non troverete più alcune sezioni che ho ritenuto di poco interesse, anche in rapporto alle statistiche di visita di google adsense.

Quasi tutto il resto è stato (spero) migliorato, con l’aggiunta di qualche piccolo particolare, come ad esempio la possibilità di stampare le singole pagine (o di salvarle in formato pdf), di “quotare” gli articoli direttamente su facebook, sono state modificate le modalità di visualizzazione di fotografie e cartoline, e altre cose che scoprirete “sfogliando” il sito, o che troverete come novità nei prossimi aggiornamenti.

Non appena possibile (ovvero non appena Nicola troverà la giusta “illuminazione”) verranno ripristinati i servizi per l’invio di cartoline elettroniche e per la registrazione di caselle email gratuite @retrokiks.net.

Che dire d’altro? Provate questa nuova versione…. e magari fatemi sapere cosa ne pensate, tramite l’inserimento dei commenti.

(Approposito di commenti… non è stato possibile recuperare quelli vecchi… si riparte da zero. Per i primi tempi i commenti verranno moderati: questo fino a quando non troverò un decente filtro anti-spam)

 

 

 


Sergio Cassano, della coalizione di centro-destra, è il nuovo Sindaco di Valenza.
Supera la candidata del centro-sinistra di 1.615 voti (+15,78%):

Sergio Cassano – voti no. 5.924 – 57,89 %
Costanza Zavanone – voti no. 4.309 – 42,11%
Schede bianche no. 58
Schede nulle no. 129

 
 
12/04/2010

 



CANDIDATO
VOTI % VOTI




Sergio Cassano Centrodestra 48,65% 5.614
Settimio Siepe Lista Civica 6,09% 703
Germano Tosetti Lista Civica 12,30% 1.419
Costanza Zavanone Centrosinistra 32,96% 3.803

Liste Voti (%) Totale Voti



  Sinistra Eco. e Libertà 2,97% 317
  Partito Democratico 16,22% 1.729
  Per Valenza un futuro 9,77% 1.042
  Unione di centro 1,45% 155
  Fed. Sinistra 2,72% 290
  Moderati centro 1,82% 194
  Popolo della Libertà 29,52% 3.147
  Lega Nord 14,08% 1.501
  Valenza rinasce – La Fenice 1,35% 144
  Insieme si puo’ 2,86% 305
  Tosetti con noi 11,45% 1.221
  Valenza la tua città 5,79% 617

Mi chiamo M.C.

Sono nato il 20 settembre del 1936, il giorno della “Festa dell’uva”, a Valenza, in quella che una volta era Piazza Ludovico Ceriana Mayneri.

Il mio papà era di Torino, era ingegnere, si chiamava Antonio Gilberti. Della mia mamma non ricordo molto, da sempre mi sento figlio della Città, della gente di Valenza. E con il passare degli anni, forse, di questa stessa gente sono diventato un po’ il vecchio zio.

Non fu un travaglio facile, dal momento che durò ben più del previsto. Ma i miei genitori non si persero d’animo, e alla fine la spuntarono, ed io venni al mondo.

Sono sempre stato qui. Pronto a servire chi ne avesse bisogno. Fosse anche solo per un po’ di riposo al riparo dal freddo d’inverno, o al riparo del sole battente nei mesi estivi.

Ricordo commosso i tempi in cui la gente veniva da me, si incontrava, parlava, raccontava, viveva. E con loro, con me, viveva la Città.

Non dico che ora la Città sia morta, per carità.

Agonizzante? Forse, quasi. Come me.

Mi rispecchio nella mia Città. Ho un grande senso di appartenenza, l’ho sempre avuto. Le cose cambiano, si evolvono, il progresso incalza. Ma io resto fedele, come si diceva quand’ero giovane, nei secoli.

E allora sono ancora qui. E vorrei mi fosse concesso di restarci.

Ho visto gli amici cambiare nel corso degli anni.

Amici che come me avevano vissuto per la Città. Fedeli al loro ruolo. Amici che poi si sono arresi man mano che il futuro diveniva presente. Si sono adattati ai tempi. Alcuni cambiando lavoro, altri scomparendo.

Ho visto il Valentia smettere di suonare, e intraprendere la carriera di imprenditore edile.

Ho visto il Politeama chiudere il sipario, e mettersi a vendere articoli per la casa.

Ho visto il tram che mi sfrecciava accanto, andare in pensione, e ho visto suo nipote a gasolio prenderne il posto. E ho visto il giovane nipote viaggiare sempre più solo, con sempre meno passeggeri.

Ho visto la piscina dove tanti ragazzetti hanno imparato a nuotare attendere il restauro, poi di essere ricostruita. E alla fine trasformarsi in un tendone da circo.

Ho visto San Rocco piangere la sua storia, mentre uomini moderni lo rendevano bello e lucente, bianco, immacolato. Uno zio d’America direbbe “restyling”.

Ho visto il vecchio lavatoio pubblico cadere a pezzi, senza che nessuno pensasse valesse la pena fare qualcosa per quel pezzo della nostra storia, salvo cintarlo ed informare che l’area è pericolosa.

Ho visto il circolo Canottieri ripulito per opera di volontari dalla selva che lo copriva rispecchiando i decenni di abbandono. E ho visto questa selva ricrescere forte e prepotente, perchè a parte quei volontari, a Valenza nessuno ricorda esistesse un tempo quel luogo di incontro.

Ho visto tante altre cose, tante davvero. Forse troppe.

Tra pochi mesi compirò, se Dio lo vorrà, 73 anni.

Non sono più un giovanotto, ma ho ancora forza e voglia di fare. Per questo non mi voglio arrendere.

Signori potenti, continuate pure a vendere il vostro di dietro alle grandi catene di distribuzione. Vendete terreni, autorizzate nuovi grandi centri, fregandovene se i vostri concittadini chiudono e chiuderanno sempre più spesso i loro piccoli negozi.

Sarà sempre più uno scontro tra titani. Unes e Gulliver hanno già chiuso un punto vendita a testa. Brico e Coop non se la passano poi così bene a vederne l’affluenza.

E due nuovi impianti sono allo studio.

So che presto anche io sarò mandato in pensione. Sarò ucciso da questa politica dell’economia su grande scala.

Ma spero qualcuno, non solo i vecchi come me, si ricorderà che sono esistito, e che per decenni ho svolto il mio lavoro senza mai tirare il fiato.

Forse diventerò una palestra, forse un parcheggio. Forse resterò qui ad invecchiare, vuoto e triste, solo.

Potrei diventare un monumento al ricordo di com’erano i tempi quando esisteva ancora il centro cittadino, dove passeggiare il sabato pomeriggio a guardar vetrine, e fare le “vasche” in attesa dell’orario di proiezione del cinema.

Vostro, come sempre,

Mercato Coperto.

 

01/06/2009


  

I parcheggi possono essere organizzati a incastro oppure a lisca di pesce. La modalità a lisca di pesce è quella più efficiente, quella che a parità di spazio consente di ottenere il maggior numero di parcheggi.” 

da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Parcheggio) 

 


 

 Avevo circa 13 anni. Eravamo intorno all’89.

Sono i primi ricordi che mi vengono in mente, riguardo via Alfieri a Valenza.

Ricordo bene perchè all’epoca, più o meno a metà via, salendo da Piazza Lanza, c’era un negozio di computer. Il negozio di Diego.

Ovviamente all’epoca non avevo patente, nè motorino. Giravo in bicicletta, o d’inverno, in auto con mamma.

Ricordo che spesso, mamma mi aspettava in auto, mentre io dentro ritiravo qualche floppy o l’ultima sound blaster che avevo ordinato.

E lei, mia mamma, mi aspettava. A bordo della sua “Panda 30″ beige. E il pandino sgangherato era lì, motore acceso per non ibernare, parcheggiato a lisca di pesce, proprio di fronte al negozio, poco prima del cassonetto (all’epoca di ferro grigio) dell”immondizia.

E così è stato, fino a non molto tempo fa.

Parcheggi a lisca di pesce. In via Alfieri c’erano fino a poco tempo fa. Non so fino a quando di preciso, perchè non ci passo spesso.

Sta di fatto che ci sono passato. Questa sera. E ho notato che le zone di parcheggio a lisca di pesce sono recentemente state tolte, per lasciare spazio a posteggi a incastro.

Ci sarà di certo un motivo, credo, forse, magari.

Sta’ di fatto che, nel 2009, quando la carenza di posti auto è più che mai un problema, a Valenza si sono di fatto eliminati parcheggi.

Non sono un tecnico, ma ad occhio e croce questa scelta, ha tagliato circa il 40% dei posti auto lungo la via.

Se non ci credete, guardate le fotografie qui sotto. Le linee gialle rappresentano a grosso modo gli spazi auto disponibili prima del cambiamento.

 


  

 

 

22/05/2009

Avevo Due Paure
La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo diciassette anni 
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa
Poi spuntò l’alba
Ed era il 25 Aprile

 

  Giuseppe Colzani, Partigiano milanese.

 

 


 

 

LIBERI.

Di non dimenticare.

 

24/04/2009

Premesse:

 (dal sito ufficiale dell’AICCRE - Associazione italiana dei Comuni, delle Province,

delle Regioni e delle altre comunità locali -http://www.aiccre.it/pdf/regolamento_comitato.pdf )

Art. 1 – È istituito nel Comune di …………………………………………… il Comitato gemellaggi col compito di:

(…) Favorire la sensibilizzazione della cittadinanza alle motivazioni del gemellaggio ed una larga e consapevole sua partecipazione alle varie iniziative (…)

 

 

 

In una ridente località come quella Valenzana, come viene affrontato il suddetto Articolo 1?

Semplicemente prendendo un’iniziativa, e tenendone all’oscuro la cittadinanza.

Ad esempio, cari cittadini Valenzani, sapete che da questo fine settimana avete dei “gemelli” a 1.062 km da casa vostra?

Non lo sapevate? Ma che diamine! Li leggete i giornali?

Come dite? Leggete i giornali ma la notizia vi è sfuggita?

State tranquilli cari cittadini, non si tratta di un calo della vostra attenzione di buoni lettori (ed ottimi elettori), più semplicemente qualcuno si è dimenticato di informarvi dell’iniziativa.

No dai, non prendetevela, capita di dimenticarsi delle cose. Capita a tutti, no?

Si, lo so che se voi dimenticate di pagare le tasse, qualcuno si arrabbia.

E allora dovreste arrabbiarvi anche voi, se chi di dovere non vi informa su come vengono spesi i vostri soldi.

Ricapitoliamo: come stavo dicendo, la città di Valenza da questo fine settimana avrà un patto di gemellaggio con la città di Rocca Imperiale, della provincia di Cosenza.

Dalla Convocazione del Consiglio Comunale di Rocca Imperiale datata 14 aprile 2009 (una copia è disponibile in download), si legge come ordine del giorno, tra gli altri punti:

“6- Gemellaggio tra il Comune di Rocca Imperiale ed il Comune di Valenza Po”

 (Che poi, tra le altre cose, la città si chiama VALENZA. La dicitura “Po”, con richiamo al fiume, è stata tolta da anni)

 La notizia è da oggi ufficiale, essendo stata pubblicata dal giornale online locale “sibarinet.it” (link alla notizia):

 Risulta da quanto letto che una delegazione formata dal nostro Sindaco ed esponenti della Pubblica Amministrazione e della nostra Pro Loco siano in questo momento a Rocca Imperiale, a festeggiare l’evento, tra pasticcini, sorrisi, ricchi premi e cotillons.

Tanto per non voler essere polemico sempre e per forza, mi sorge spontanea un’osservazione:

un gemellaggio non andrebbe creato tra città che abbiano affinità economiche, culturali, storiche, sorrette per esempio dallo stesso genere di attività economica tipo l’oreficeria oppure per analogie di territorio: tutti e due sul mare, tutti e due sul lago e cose simili?

Quali analogie esisteranno mai tra Rocca Imperiale (città sul mare, località turistica e con un’attività prevalente di tipo agricolo – che mira ad ottenere la certificazione IGP -) e Valenza (città su un fiume, pre-collinare, economia per il 90% improntata sull’oreficeria)?

Rocca Imperiale non si occupa di oreficeria (forse il Sindaco prevede il peggio per l’economia valenzana e sa già che neppure valenza se ne occuperà più?).

Cosa c’è in comune tra le due città?

Ho pensato, chiesto, ho letto e mi sono informato… in comune le due città hanno un uomo. Un uomo nativo di Rocca Imperiale, e residente da anni a Valenza e proprio a Valenza da tempo attivo in politica. Già assessore allo sport, e che nell’attuale Giunta ha avuto competenze in sicurezza, viabilità, polizia municipale e amministrativa, sport, manifestazioni, partecipazione, farmacie (fonte valenza.it, link)

Al di là delle motivazioni più o meno strane che hanno portato a questo gemellaggio, resta però la domanda iniziale: perché la cittadinanza non è stata informata di questa iniziativa? Perché sui giornali locali classici e online non s’è scritto nulla di questa gita fuori porta? Perché per sapere come vengono investiti i soldi pubblici di Valenza devo leggere un giornale locale del cosentino?

 

Riassumendo:

Molti valenzani sono in cassa integrazione. Alcuni hanno già ricevuto il foglio di licenziamento, altri sono in ferie forzata. il futuro è nebuloso e più che mai incerto.

In questo quadro angusto e tetro cosa fa la nostra Amministrazione?

Organizza un bel pullman per una gita fuori porta con gli amici della pro Loco.

E tutti insieme festanti e gioiosi vanno a festeggiare il gemellaggio con la città di Rocca Imperiale istituito circa un mesetto fa.

Mentre le fabbriche orafe chiudevano, mentre i nostri operai finivano in cassa integrazione, mentre i padri di famiglia cercavano una nuova occupazione, mentre i nostri giovani guardavano al futuro con ansia ed incertezza, ecco mentre a Valenza succedeva tutto questo il Sindaco Istituiva il GEMELAGGIO con la città natale dell’ex assessore,

E’ uno spregio a tutti i nostri cittadini disoccupati

Ma la nostra amministrazione è sorda l’associazione Pro Loco che sinora dall’inizio dell’anno non ha promosso ne il turismo ne d’altro se non la riscossione di quella tassa occupazione suolo pubblico a cui tengono tanto, è sorda altrettanto.

 

in collaborazione con controtempo

18/04/2009

420.000,00– Euro.

QUATTROCENTOVENTIMILAEURO

Q U A T T R O C E N T O V E N T I M I L A E U R O

  

Io li guadagno, più o meno, al netto delle tasse… diciamo in… 25 anni… 300 mesi, ovvero circa 9.000 giorni. Tendenzialmente un quarto della mia vita, a voler essere parecchio ottimisti.

Più realisticamente, tenendo conto che fino ai 18 anni ho “studiato”, e calcolando che prima o poi, forse, andrò in pensione (68 anni?)… è come se spendessi io da solo metà della mia vita lavorativa per l’acquisto e la posa in opera della nuova segnaletica stradale.

 

 

Riassumendo: il Comune di Valenza ha speso QUATTROCENTOVENTIMILAEURO (pagati dal Comune, da noi), più altri 230.000,00 finanziati dalla Regione Piemonte (si si, sempre da noi alla fine) per dotare le pericolose strade della Città di efficacissimi dissuasori al fine di limitare la velocità del traffico.

Di che si tratta? Di rilevatori digitali? Di raggi laser? Di mine anti-automobile che scattano se si supera la soglia di velocità lecita?

No… si tratta più semplicemente di modernissimi cartelli stradali, che anziché essere piantati direttamente ai bordi della carreggiata, sono sorretti da un meraviglioso blocco di cemento di forma cilindrica.

  

  

Lasciamo pure perdere il fatto che molti di questi cartelli sono stati messi all’ingresso di strade a senso unico… dalla parte in cui l’accesso è vietato…

  

 

La domanda è… quanto c’era bisogno di spendere tutti questi soldi pubblici, per una cosa del genere?

Era proprio necessario spenderli adesso? In un momento di crisi così profonda per la Città di Valenza?

I nostri Amministratori si sono per caso già resi conto che Valenza attraversa un momento non proprio felice e semplice?

Ma si che lo sanno! Mica vivono sulla Luna, diamine!

E infatti parlano, rilasciano dichiarazioni, intervengono ai dibattiti.

Ovvio poi, il mondo non può smettere di girare, la vita non deve fermarsi.

E il mondo, evidentemente, per continuare a girare, ha bisogno dei nuovi cartelli.

 

Non s’è pensato di chiedere alla Regione Piemonte lo stato di crisi per salvaguardare i cittadini cassaintegrati, molti dei quali a scadenza e senza prospettive a breve termine. Non s’è pensato di creare una cassa di indennità per aiutare i lavoratori artigiani che non hanno diritto alla cassa integrazione.

S’è preferito chiedere un contributo di 230.000,00 Euro per la realizzazione delle “zone 30”.

Possibile che nessuno, in Comune, in Giunta, un Assessore, l’Opposizione, il portaborse del sottosegretario alla cancelleria, dico nessuno, abbia avuto nulla da ridire in merito?

 

15/04/2009